Gianugo Polesello

Questo è un sito internet totalmente dedicato alla presentazione dell'architetto friulano Gianugo Polesello, recentemente scomparso, per far conoscere meglio lui e le sue opere a quanti più possibile.
domenica, 06 gennaio 2008

A seguito una breve presentazione dei progetti dell’architetto che sono stati realizzati in Friuli e che ho personalmente avuto la possibilità di vedere e fotografare. Per ognuno sono infatti presenti altre immagini su flickr oltre a quelle qui visibili.
 
GIARDINO PIAZZA PER IL PEEP
OVEST-NORD, UDINE, 1989-92
 
Questa è l’idea originaria dell’architetto per il parco; non tutti gli elementi descritti qui di seguito sono stati realizzati.
 
parco
 
Il parco urbano attrezzato
Il grande vuoto che costituisce il parco (e la piazza trapezoidale a sud) rappresenta una costruzione, un “interno”, ottenuta mediante la definizione architettonica dei bordi (porticati-pergolati). Questo grande vuoto ha in più una seconda definizione interna, corrispondente a due modi diversi di utilizzazione e a due distinti caratteri:un grande prato con alberature a nord, tagliato diagonalmente da un percorso lastricato che conduce ad un padiglione ad U e che costituisce la testa di una seconda tratta del medesimo percorso che, correndo lungo la vecchia via Lombardia, porta alla piazza di Rizzi; un’area lastricata a sud, in pietra piacentina, con alberature ai bordi della via Val d’Arzino, separata-distinta dalle precedenti (il grande prato) da un “muro attrezzato” con sezione quadrata di tre metri di lato, e contenente una fontana di 30 m di lunghezza nella parte attestata su via Pontaiba e locali di servizio con le cabine di trasformazione nella parte opposta. La figura del muro si trasforma in questa seconda parte e diventa una gradinata nella parete sud, prospettante verso la piazza lastricata. Questo spazio trova poi una connessione visiva funzionale con la zona residenziale del Peep attraverso la piazza coperta, e con i parcheggi sud dello stadio Friuli attraverso la serie di “quinte” che costituiscono le porte di ingresso a parco da via Lombardia.
 
La piazza coperta
La piazza coperta è un “luogo comune” tra il parco urbano, la zona residenziale del Peep e quella per attrezzature pubbliche previste. La piazza resta definita a sud da via Val d’Arzino, di uso esclusivamente pedonale, e ha la forma di un quadrato con lato di 60m. Essa è contornata da muri in cemento armato lungo i lati nord, sud ed est, con grandi varchi che consentono la formazione di un percorso continuo che l’attraversa da nord (via Mantova) a sud (via Val d’Arzino e le future piazze pedonali a sud). Lungo il lato ovest la piazza è coperta da una struttura metallica di 60x24 m, a travi reticolari a sezione triangolare.
 
Il teatro spontaneo
All’interno della piazza di 60 m di lato è prevista la costruzione di una gradinata alta 3 m e quadrata con il lato di 12 m, inserita in una seconda figura geometrica quadrata di 24 m di lato, un lato della quale è costituito da un muro alto sei metri. La gradinata costituisce un “teatro spontaneo”, mentre il muro fa da fondale-schermo e può servire anche per effettuare proiezioni.
 
Il padiglione pergolato
Il padiglione, posto al termine del percorso pedonale verso piazza Rizzi, a cielo aperto, è di forma triangolare equilatera, con il lato di 30 m, mentre l’altezza delle pareti che lo delimitano è di 6 m: queste occupano i due lati del diedro, a nord e a sud. La parete nord accoglie una porta di 15 m di larghezza e di 3 m di altezza, per la quale passa il percorso lastricato in pietra piacentina che taglia il parco diagonalmente.
 
Gli ingressi del parco
Gli ingressi principali, che corrispondono alla localizzazione dei parcheggi sud dello stadio Friuli, che saranno collegati funzionalmente al parco in particolari occasioni, utilizzano elementi architettonici (setti o muri in cemento armato) omogenei rispetto a quelli che definiscono i limiti dell’area del parco lungo i portici pergolati.
 
La fontana
La fontana ed i locali di servizio distinguono, in forma di “muro attrezzato”, le due parti del grande vuoto che costituisce il parco urbano attrezzato: la parte a prato con alberature e la parte lastricata con alberature. La fontana occupa, come già si è detto, la parte del “muro” verso via Pontaiba, per un tratto di 30 m: essa è formata da un piano inclinato in cemento armato, lungo il quale scorre l’acqua verso una vasca di raccolta longitudinale a nord, e da un velo d’acqua che forma una parete verticale dal bordo superiore del piano inclinato alla vasca longitudinale di raccolta. I locali di servizio sono disposti invece nel secondo tratto di 30 m del muro attrezzato.
 
I portici-pergolati
I tipi di portico-pergolato utilizzati nelle distinte tratte che costituiscono il perimetro del parco attrezzato sono tre: il tipo A è costituito da un muro verso l’esterno del parco, di 3 m di altezza, con colonne di 60 cm di diametro e di 6 m di altezza, collegate tra loro da un telaio zoppo in profilato d’acciaio zincato.
I telai sono collegati tra loro longitudinalmente all’estremità, corrispondente alla testa delle colonne, e nel punto di piegatura con profilati del tipo Hea 140; il tipo B è identico al precedente, ma contiene una passerella in acciaio e legno di 2,25 m di larghezza, retta da elementi Ipe 240 e posta all’altezza di 3 m sul piano del portico; il tipo C è costituito da colonne in cemento armato su entrambi i lati, collegate in testa longitudinalmente e trasversalmente da profilati Hea 140.
La pista ciclabile ha una sezione trasversale di 2,50 m e corre lungo il confine settentrionale del Peep, parallela al portico di tipo C.
 
VILLA C.M. A RIVE D’ARCANO
(UDINE), 1972
 
 villa
 
“Ho provato due sole volte, e sono dispiaciuto per la pochezza di questa esperienza ma anche lusingato, a uscire dalle due case che ho conosciuto. La prima era una tipica casa da medico anni trenta: quattro stanze al piano terreno, sopralzato di circa un metro, e quattro stanze al primo piano. Per molti anni ho pensato che non fosse possibile pensare e disegnare una casa diversa da questa. Ogni stanza aveva due finestre ed almeno due porte, anche se due stanze al piano terra avevano una sola porta. Ma la porta era molto importante: una porta molto alta, almeno due metri e mezzo, a due ante. Queste due stanze con una sola porta erano luoghi di lavoro, perchè una era l’ambulatorio di mio padre, preceduto da un antiambulatorio, e l’altra era diventata la mia stanza da lavoro, la stanza del pittore. Tutto è terminato nel 1948 con la chiusura della mia attività di pittore e nel 1950 con la morte di mio padre.
Questa prima casa l’ho ripetuta agli inizi degli anni sessanta in un luogo diverso da dove avevo vissuto. Ho pensato di aver legato queste due esperienze solo molti anni dopo, ripensando ai modelli che si ripetono tali e quali o ai tipi che sono solo esperienze. Su questa strada, la strada dei tipi, varrebbe forse la pena di pensare e meditare di più. Ho provato a pensare a questa questione a partire dalla casa di Tarcento. Il problema è quello della casa isolata, secondo il modello-tipo della villa di città: l’isolamento che diventa prima di tutto perentorietà dell’involucro, ma anche rapporto con il lotto, che è sempre minimo (2000 mq nel mio caso), e soprattutto rapporto con il viale(il viale della stazione o un viale analogo). La casa-villa di città non può non essere a pianta quadrata, ed i fuori scala hanno importanza, Descrivendo molti anni fa questa casa per “Casabella” di Rogers, ho parlato di una pianta emiperiptera, con le colonne quadrate verso le due strade.
La seconda casa della mia doppia esperienza è stata una casa, si potrebbe dire,”secondo Columella”: una dimora di campagna della bassa friulana, quella striscia di terra che corre da Palmanova verso il Tagliamento sotto l’Ungaresca, per attraversare il fiume e trovare S.Vito e S. Giovanni. Proprio secondo Columella: profonda, volta a mezzogiorno, con le stanze d’estate e le stanze d’inverno non sopraelevate da terra, con una grande importanza attribuita al cortile, che è la prima parte del giardino e, più oltre, l’orto, la “braida” con i filari di viti, la “bresciana” con gli alberi da frutto.
Una qualità di questa casa, dove è vissuto assolutamente isolato mio nonno e dove sono vissuto per lunghi periodi prima bambino e poi suo interlocutore, non riuscirò certamente a ripetere: un muro alto cinque metri che mi separava dalle case vicine e mi acquietava. Ma, contraddicendomi, non è possibile ripetere alcune esperienze; è difficile cambiare ma è anche difficile differenziare gli stati delle esperienze. La seconda casa costruita è del 1970, e per certe proposizioni di fondo è molto simile alla seconda da me abitata.
Certo, Columella è di nuovo presente e credo di essere stato abbastanza conseguente alle sue indicazioni e ai suoi ordini. In ogni modo una casa moderna e antichissima, posta in un luogo di bellezza straordinaria:il colle di guardia vicino al castello di Arcano.”
 
di Gianugo Polesello sulla villa a Rive d’Arcano,
tratto da“Gianugo Polesello, Architetture 1960-1992”
 
ATTREZZATURE TURISTICHE DELLO
ZONCOLAN NELLA CARNIA CENTRALE,
PIANO ZONCOLAN, 1968-70
 
 
IL RIFUGIO
 
 rifugio
 
Il progetto del rifugio era interno ad un programma di opere quantificato e localizzato in un luogo strategico rispetto al funzionamento complessivo del Piano Zoncolan e rispetto ai caratteri morfologici del paesaggio montano. Esso era quindi uno degli elementi, anche se il più importante come immagine ottica per chi proviene dal fondovalle, che componevano il sistema delle opere previste nel “terminal stradale” localizzato sulla sella tra le pendici del Monte di Sutrio e del Monte Zoncolan.
L’architettura del progetto si rifà alle opere di ingegneria delle costruzioni idrauliche e stradali, di contenimento delle pendici instabili e, anche, delle costruzioni militari. Il fabbricato è molto semplice: un sistema di tre muri paralleli alla curva di livello, muri incassati nel suolo e con un fuoritutto unico. Al di sopra di questo piano è disposto un volume stereometrico di coronamento in acciaio completamente vetrato, che comprende la parte di soggiorno, ristorante-bar e terrazze belvedere.
I tre muri definiscono due bande parallele con interasse di 6 m e di 9 m di lunghezza. Il modulo cubico di 3 x 3 m è all’origine della composizione e diventa visibile nella traccia della struttura metallica della parete all’ultimo piano, nell’ordine delle bucature, nella dimensione delle gallerie. L’intera dimensione longitudinale è otticamente percettibile nella galleria al piano terra, che ha sezione quadrata di due moduli di lato (6m di interasse). Più in dettaglio, la composizione è data dalla galleria controterra (dalla quale si staccano i percorsi interni di servizio ed alla quale convergono le direzioni dei percorsi all’esterno) e dal piano delle attrezzature di soggiorno delle terrazze belvedere.
Le modificazioni orografiche connesse con la costruzione era tendenzialmente nulle, proprio in quanto il suolo non entrava nel progetto se non come condizionamento per il progetto stesso.
 
rifugio1
 
 
LA FUNIVIA
RAVASCLETTO-MONTE ZONCOLAN
 
funivia1
 
La funivia è del tipo va-e-vieni, con due stazioni ed un pilone intermedio. Le due tratte assommano a circa 1.800 m ed il dislivello tra le due stazioni è di circa 800 m. Il progetto di una funivia è composto da parti tecnologicamente definite delle quali quella elettromeccanica è assolutamente prevalente; tutte la parti murarie, le sistemazioni esterne, l’organizzazione dei percorsi ecc. sono in funzione della geometria definita dal congegno elettromeccanico. Questa era la norma delle costruzioni funiviarie. Le vie di uscita dalla norma sono generalmente di segno opposto: la mimesi delle parti elettromeccaniche dentro improbabili architetture alpine o la esaltazione, storicamente ritardata, degli apparati meccanici.
Il progetto “mette insieme” gli elementi che gli sono necessari e “approfitta” della occasione edilizia per aggiungere nel manufatto alcuni elementi d’uso complementari: bar, uffici.
Le due stazioni sono identiche (o simili) nell’impianto costruttivo, nella tecnologia edilizia, nel funzionamento distributivo. Semplificando si può dire che sono costituite da due muri paralleli in cemento armato che affondano nel terreno, a realizzare la fossa dei contropeli nel caso della stazione a valle e il locale macchine nel caso della stazione a monte (muri che sono le facce di un cubo di 22 m di lato), e da una copertura spaziale ad aste di acciaio. I muri e la copertura realizzano un segmento di galleria aperto verso il percorso aereo, in maniera assolutamente analoga alle stazioni ferroviarie di testa.
funivia2
MERCATO A BIBIONE, S.MICHELE
AL TAGLIAMENTO, 1975-81
mercato1
 
Nel progetto di Bibione per un mercato Polesello dice di aver voluto provare il principio combinatorio di figure note: la galleria, il portico, la colonna, il muro. Non solo, ma combinazioni apparentemente semplici di edifici che contengono, che sono fatti di gallerie, di portici, di colonne. Il centro della composizione è una piazza che occupa una banda rettangolare, appoggiata alla mediana di un quadrato.
Questa è solo la prima spiegazione che l’architetto dà. La seconda riguarda il ruolo della pianta ( che non è solo la sezione orizzontale di un’architettura) nella composizione. La pianta, continua, è l’idea profonda dell’architettura, perché è tale solo se consente di vedere le possibilità delle forme sensibili; ma non è una forma sensibile. La pianta è un emblema concreto dell’architettura.
Il progetto è costruito a partire da una figura quadrata di 120 m di lato, che fa da traccia a un edificio a due piani di 7,50 m di altezza. Il quadrato ha un modulo base di 3,75 m e sui nodi di questa griglia e di altre di 7,50 o 15 m di passo sono costruite la galleria, i ballatoi, i colonnati, la piazza. Il procedimento è di partizione: la mediana del quadrato (60 m), la mediana parallela alla prima (30 m), le ortogonali corrispondenti agli assi delle tre gallerie a due piani.
mercato2
 
Il tema del mercato è permanente nella storia dell’architettura e della città. Questa memoria della storia non è solo un fatto funzionale; essa assume figure ed immagini di architetture costruite: i fori romani ed i bazar ottomani, le halles e i depositi-mercati delle città anseatiche ecc. E, contemporaneamente, la labilità della figura architettonica legata ad una funzione così indefinibile (o così larga) e la sua disponibilità a segnare soprattutto un luogo dove la pratica ed il principio dello scambio investe larghi settori della vita sociale. All’architetto è dunque parso che soprattutto il luogo e la sua organizzazione in architettura fossero idonei a rispondere ad una domanda che il tema contiene.
 
 
 
 
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venerdì, 07 dicembre 2007

Presentazione dell'architetto

gianugo BIOGRAFIA

Si è laureato in architettura a Venezia nel 1956. Sin dalla fine degli anni ’50 ha svolto l’attività di progettazione e ha partecipato a concorsi nazionali ed internazionali.

Assistente di Ignazio Gardella e di Giuseppe Samonà dal 1956 al 1964, è stato professore incaricato di Applicazioni di geometria descrittiva dal 1964 al 1971 e di Composizione Architettonica II dal 1971 presso lo IUAV di Venezia. Dal 1977 è stato professore ordinario di Composizione architettonica V e dal 1986 di Progettazione architettonica II. Polesello ha diretto l’istituto di Composizione architettonica dello Iuav (poi denominato dipartimento di Teoria e tecnica della progettazione architettonica) dal 1974 al 1979, e il dipartimento di Progettazione urbana dal 1979 al 1982. Dal 1984 è stato Accademico di San Luca, mentre ha ricoperto l’incarico di deputato al parlamento italiano nella IX Legislatura, durante la quale è stato membro della IX Commissione (Lavori Pubblici).

Polesello è stato inoltre visiting professor presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Cracovia (Polonia) e la scuola di architettura – USC di Los Angeles nel 1983, ed ha tenuto conferenze e seminari in Spagna ( presso i collegi degli Architetti di Siviglia, Barcellona, Palma di Maiorca e il Politecnico di Las Palmas), e nella Repubblica democratica tedesca (presso la Deutsche Bauakademie di Berlino e la facoltà di Architettura di Weimar).

Dal 1992 al 2000 è stato coordinatore del Dottorato in composizione architettonica dello Iuav.

E’ morto a Udine il 18 settembre 2007.

I progetti e gli scritti di Gianugo Polesello, apparsi in riviste italiane e straniere, sono stati raccolti nei due volumi a lui dedicati: Gianugo Polesello – Progetti di architettura (Roma, 1983) e Gianugo Pole-sello – Architetture 1960-1992 (Milano, 1992).

OPERE

  • 1958
    • Concorso nazionale per il piano regolatore di Augusta, terzo premio
  • 1959
    • Concorso nazionale per il Cep alle Barene di S.Giuliano, Venezia
  • 1960
    • Progetto per la periferia nord di Milano per la XII Triennale di Milano
  • 1961
    • Ambulatori comunali a Castions di Strada (Udine)
    • Progetto di concorso interprovinciale per un complesso a mare a Lignano (Udine), primo premio, progetto esecutivo 1963.
    • Progetto di concorso interprovinciale per la nuova sede della Banca cattolica del Veneto a Udine, terzo premio
  • 1962
    • Progetto di concorso internazionale per il grattacielo Peugeot a Buenos Aires
    • Progetto di concorso nazionale per il monumento alla Resistenza di Cuneo
    • Progetto di concorso nazionale per centro direzionale di Torino
    • Piano di attrezzature turistico-sportive a Fagagna (Udine)
    • Progetto per il Country Club a Fagagna (Udine)
  • 1963
    • Progetto di concorso nazionale per il padiglione d’ingresso all’ospedale Civile a Udine Villa a Tarcento (Udine)
  • 1964
    • Progetto di concorso internazionale per il piano urbanistico palnivolumetrico per la Nuova Sacca del Tronchetto, Venezia, secondo premio
    • Progetto per un albergo a Lignano Sabbiadoro (Udine)
    • Progetto per una villa a Lignano Pineta (Udine)
    • Progetto per un complesso parrocchiale nell’area milanese, progetto sistema Feal
    • Piano particolareggiato di esecuzione del piano regolatore generale di Longarone a Castellavazzo (Belluno)
    • Piano Urbanistico comprensoriale del Vajont
  • 1965
    • Progetto per una casa ad appartamenti, S. Vito (Udine)
    • Progetto per una casa ad appartamenti, Casarsa (Udine)
  • 1966
    • Piano particolareggiato del nuovo insediamento abitativo di Erto Casso, comune di Maniago (Pordenone)
    • Progetto di concorso nazionale per i nuovi uffici della Camera dei deputati a Roma
    • Progetto per un complesso di case per vacanze a Caorle (Caorle)
  • 1967
    • Piano territoriale di coordinamento della regione Veneto, ministero dei Lavori pubblici (terza e quarta fase)
  • 1968
    • Progetto di concorso nazionale per il museo della Resistenza nella risiera di S.Sabba a Trieste, primo e secondo grado
    • Progetto di concorso regionale per il Piano di edilizia economica popolare Udine ovest, primo premio
    • Progetto di concorso regionale per il Piano di edilizia economica popolare Udine est, rimborso spese
    • Autofficina Lancia, Udine
    • Piano turistico della Carnia centrale e piano operativo per il centro turistico invernale dello Zoncolan (Udine).
  • 1969
    • Concorso nazionale di idee per il piano particolareggiato del centro storico di Trieste, progetto segnalato
    • Area geografica di Venezia e sue prospettive urbanistiche
  • 1970
    • Progetto di concorso internazionale per il teatro dell’opera di Belgrado
    • Piano regolatore generale di Ravascletto (Udine)
    • Progetto per il Peep Udine est
    • Progetto per il Peep Udine ovest (nord e sud)
    • Progetto per lo stadio comunale polisportivo a Udine, secondo premio
  • 1972
    • Piano particolareggiato per il centro storico di Pesaro (1972-1975)
    • Villa a Rive d’Arcano (Udine), progetto archiettonico
    • Funivia Ravascletto- Monte Zoncolan(Udine), progetto architettonico; progetto esecutivo 1972-1975.
  • 1973
    • Piano Zoncolan, progetti architettonici per un rifugio a quota 1720m e per un rifugio a quota 1311m.
    • Progetto di concorso internazionale per la nuova Università degli studi della Calabria a Cosenza
    • Progetto per un centro civico culturale a Paluzza
    • Peep a S.Vito al Tagliamento
    • Progetto Venezia Città-Porto, presentato alla XV Triennale di Milano
    • Progetto di concorso urbanistico per l’area udinese
  • 1974
    • Piano Zoncolan, progetto esecutivo per un rifugio a quota 1311m
  • 1975
    • Piano regolatore generale di Cervignano (Udine)
    • Mercato a Bibione-S. Michele al Tagliamento (Venezia),1975-1981
    • Piano particolareggiato Arenile, S.Michele al Tagliamento(Venezia)
  • 1977
    • Piano regolatore generale di Maniaco (Pordenone)
    • Progetto di concorso nazionale per la sistemazione planivolumetrica di un’area direzionale situata nel territorio fiorentino all’interno dell’area centrale metropolitana, progetto segnalato
  • 1978
    • Progetto di concorso nazionale per la nuova sede degli uffici giudiziari a Udine
    • Piano particolareggiato per l’area centrale di Bibione-S.Michele al Tagliamento (Venezia)
  • 1979
    • Piano di sviluppo della comunità pedemontana del Livenza
    • Progetto “Area 7” del piano per il centro storico di Pesaro
    • Progetto per l’area di S. Giobbe a Cannaregio ovest, Venezia, per il seminario internazionale Iuav
    • Piano regolatore generale di Porcia (Pordenone)
    • Piano regolatore generale di Cordenons (Pordenone)
    • Piano particolareggiato per l’Arenile di Bibione-S.Michele al Tagliamento (Venezia)
  • 1980
    • Progetto di concorso nazionale per l’area Lanerossi a Schio (Vicenza), progetto segnalato
    • Piano particolareggiato per il centro storico di Maniago (Pordenone)
  • 1981
    • Progetto per attrezzature turistico-nautiche a Bibione (Venezia)
    • Progetto di concorso regionale per la valorizzazione di Piazza 1° Maggio a Udine,secondo premio
    • Progetto per un’area direzionale a Pesaro (area Montedison)
    • Progetto di lottizzazione convenzionata per il Cavallino, Venezia
  • 1982
    • Progetto di concorso regionale per l’area centrale di Trigesimo
    • Progetto architettonico-urbanistico per l’area Efa a Lignano Sabbiadoro, Udine
    • Progetto di concorso nazionale per la nuova Università di Udine,facoltà di Agraria, Ingegneria e Scienze
  • 1983
    • Progetto per la piazza S. Cristoforo a Udine
    • Progetto per un mercato in via Dluga a Cracovia
    • Progetto di concorso a inviti per l’area di piazza Antonimi a Udine, primo premio
    • Progetto di concorso internazionale per la ristrutturazione del nodo ferroviario bolognese e per la costruzione della nuova stazione Centrale di Bologna, primo premio
    • Progetto di concorso nazionale per un sistema di attrezzature sportive, nell’ambito del restauro della zona Standiana entro il parco sud di Ravenna,primo premio
    • Progetto per un terminal lagunare a S. Giuliano, Venezia
    • Progetto per l’area mestrina Cledca-Altobello
    • Edificio Iacp nell’area 167 a Udine (1983-1987)
  • 1984
    • Progetto per l’area Termini-piazza dei Cinquecento-Esquilino a Roma
    • Progetto per l’area centrale di Spinea (Venezia)
    • Facciata degli uffici giudiziari di Tolmezzo
  • 1985
    • Progetto di concorso nazionale per il teatro Amintore Galli e piazza Malatesta a Rimini,secondo premio
    • Concorso nazionale per la progettazione e l’inserimento urbanistico della nuova sede Cis a Cagliari
    • Progetto per un terminal auto-ferroviario-marittimo a Venezia ovest
    • Progetto di concorso per il ponte dell’Accademia a Venezia, in occasione della Biennale di Venezia
    • Progetto di concorso per il mercato di Rialto a Venezia, in occasione della Biennale di Venezia
  • 1986
    • Progetto per Venezia ovest, seminario di progettazione Iuav
    • Progetto per la città universitaria di Roma, seminario internazionale di progettazione
    • Progetto di concorso a inviti per l’area centrale di Tarcento (Udine), primo premio
    • Studio per la sistemazione dell’area archeologica di Concordia Sagittaria, Venezia
  • 1987
    • Progetto per un concorso internazionale di idee per il recupero ed ipotesi funzionali dell’ex complesso carcerario delle Murate a Firenze.
    • Piano particolareggiato per il parco sud, area Standiana a Ravenna
    • Campus universitario a Las Palmas (1987-91)
  • 1988
    • Studio di pianificazione territoriale per l’interporto di Cervignano del Friuli (Udine)
    • Progetto di concorso a inviti per il padiglione Italia alla Biennale di Venezia
    • Progetto di concorso nazionale per il sistema urbano a Milano: piazza Duca d’Aosta, via Vittor Pisani, piazza della Repubblica
  • 1989
    • Variante generale al piano regolatore generale di Cervignano del Friuli (Udine)
    • Piano della viabilità per la provincia di Udine
    • Progetto per l’isola dei Granai a Danzica, seminario internazionale dell’ordine degli architetti della Polonia
    • Progetto di concorso internazionale per i nuovi ingressi sud dell’Alhambra a Granata
    • Parco attrezzato e attrezzature pubbliche nel Peep ovest-nord a Udine
    • Progetto di concorso per la nuova biblioteca di Alessandria (Egitto)
  • 1990
    • Riconfigurazione di piazza Municipio e nuova stazione marittima a Napoli, seminario Iuav
    • Progetto per gli uffici giudiziari di Tarcento (Udine)
  • 1991
    • Progetto di concorso nazionale per l’area Garibaldi-Repubblica a Milano
    • Progetto di casa unifamiliare per il villaggio dei bambini J. Korczac a Rajsko, Oswiecim
    • Piano particolareggiato per l’Arenile di Bibione-S.Michele al Tagliamento (Venezia), secondo progetto
    • Progetto di concorso internazionale “Il mosaico come linguaggio di architettura”, progetto menzionato
  • 1992
    • Progetto di concorso internazionale per la ristrutturazione del centro di Varsavia
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